Riscaldarsi con il pellet. Parte 2 di 2

Domande e risposte sul pellet. A cura di Aiel Associazione Italiana Energie Agroforestali. Documento distribuito in occasione di Progetto Fuoco 2016.

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→ Riscaldarsi con il pellet. Parte 1 di 2

Cosa deve avere una stufa a pellet di qualità?
• Certificazione in base alla UNI EN 14785
• Marcatura CE e dichiarazione di prestazione (DoP)
• Funzionamento automatico, programmabile e potenza regolabile
• Elevati rendimenti e basse emissioni

Ci sono alcuni consigli per installare correttamente la stufa?
• Evita sempre il fai-da-te
• Rivolgiti solo a un installatore abilitato dalla Camera di Commercio (DM 37/2008) e che abbia seguito dei corsi di qualificazione per gli impianti a biomassa. In questo modo l’installazione sarà fatta alla regola dell’arte, seguendo le norme tecniche di riferimento
• Chiedi sempre all’installatore il rilascio della “Dichiarazione di conformità” anche quando fai eseguire solo il risanamento o il rifacimento del camino
• Controlla che una volta montato il camino l’installatore fissi in modo visibile la “Placca camino”

Cosa devo fare per essere sicuro che la stufa duri a lungo e funzioni bene?
• Pulisci il braciere da eventuali residui e svuota il contenitore della cenere tutti i giorni. Servono solo 5 minuti
• A fine o inizio stagione fai fare una pulizia sia della stufa sia del camino da parte di un installatore/manutentore
• Usa solo pellet di qualità certificata

CONSIGLIO
Hai una casa singola e molto spazio?
Valuta l’acquisto di una caldaia!

Come posso essere sicuro della qualità del pellet?
L’unico elemento per essere sicuri della qualità del pellet è la certificazione. ENplus è la certificazione di riferimento a livello internazionale e il pellet ENplus è l’unico controllato lungo tutta la filiera, dalla materia prima fino alla consegna al consumatore finale. Grazie ad un sistema trasparente e rigoroso, il pellet ENplus è prodotto con la stessa qualità (chimica, fisica ed energetica) in tutti i Paesi.

Perché è vantaggioso usare il pellet?
• Perché si mantiene l’aria pulita con minori emissioni di gas serra
• Perché si usa una fonte di energia rinnovabile
• Perché si può risparmiare sia per il riscaldamento sia per produrre acqua calda sanitaria

Sul sacco di pellet che sto comprando c’è solo il marchio ENplus, senza nessun codice. Cosa vuol dire?
Quasi sicuramente il pellet non è certificato e il marchio è contraffatto.

Come faccio a riconoscere il pellet certificato?
Quando si acquista, è importante ritrovare sul sacco il marchio di certificazione e il numero dell’azienda certificata.

Ma i numeri riportati sul sacco cosa vogliono dire?
Servono per capire la qualità del prodotto e tutte le informazioni devono essere riportate in italiano anche se il pellet viene da un altro paese.

Se ho una caldaia, che garanzie devo avere?
Il pellet ENplus può essere consegnato solo ed esclusivamente da autobotti certificate in possesso di un loro numero identificativo assegnato dall’organismo di certificazione. Un’autobotte certificata garantisce che:
• il pellet è realmente certificato ENplus
• ci siano le dotazioni tecniche per un corretto conferimento
• è utilizzata solo per portare pellet certificato e nessun altro materiale
• il personale è competente, qualificato e consapevole degli aspetti che possono influire sulla qualità
• l’operatore verifica che il deposito abbia le condizioni idonee e preleva un campione significativo di pellet

CONSIGLIO
Compra il pellet in primavera o in estate. Costa meno!

Si dicono tante cose sul pellet. Cosa è VERO e cosa è FALSO.

Il pellet a volte ha uno strano odore. Per caso ci sono colle o vernici?
FALSO. Per poter essere venduto, il pellet deve essere prodotto con materia prima (segatura e trucioli) assolutamente vergine e non trattata chimicamente, né con vernici né con collanti (Dlgs 152/2006). Anche il legno post-consumo è vietato. Durante il processo di lavorazione, si raggiungono temperature elevate che portano alla fusione della lignina, una sostanza naturalmente presente nel legno che funge da collante naturale.

Devo acquistare solo pellet austriaco o pellet chiaro perché quello di altri paesi o scuro è di bassa qualità.
FALSO. La provenienza geografica e il colore del pellet non sono di per sé sinonimo di qualità. L’unico modo per essere sicuri di ciò che acquistate è che il pellet sia certificato. La certificazione di riferimento a livello internazionale è ENplus l’unica che offre qualità, tracciabilità e trasparenza lungo tutta la filiera, dal reperimento della materia prima fino alla consegna al consumatore finale.

Per riconoscere un pellet di qualità, nel sacco non deve esserci segatura.
VERO. La presenza di poca polvere di legno all’interno del sacchetto indica un pellet di buona qualità. Per quello certificato non è ammessa una quantità superiore all’1% di polveri.

Se continuiamo a usare tutto questo pellet per scaldarci, non avremo più boschi?
FALSO. L’aumento della domanda di biomassa per il riscaldamento aiuta in realtà il settore forestale a garantire una corretta manutenzione e gestione del bosco. In Italia le foreste coprono oltre 10 milioni di ettari, e spesso sono abbandonate e mal gestite. Infatti, solo il 24% della quota di nuovo legno che gli alberi producono annualmente viene prelevato.

Il prezzo del pellet sta aumentando e sarà sempre più difficile trovarlo.
FALSO. Come tutti i combustibili anche il prezzo del pellet è soggetto a un leggero rialzo che è minimo se raffrontato a quello dei combustibili fossili, come gasolio o metano, nei confronti dei quali il pellet resta conveniente. Per la difficoltà di reperirlo si può stare tranquilli, grazie all’aumento costante di nuovi produttori e importatori.

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