È online il quaderno “Design Economy 2019” di Fondazione Symbola e Deloitte

Le oltre 190.000 imprese europee di design hanno prodotto nel 2017 un fatturato pari circa 25 mld di euro. Di queste quasi una su sei parla italiano: “Perché il design è un marchio di fabbrica del Made in Italy e contribuisce all’attrattività dei nostri prodotti a livello internazionale”. È quanto emerge dal nuovo quaderno di Symbola “Design Economy 2019”, che dal 2018 si avvale della collaborazione di Deloitte, presentato in Triennale dal Ministro dei beni e delle attività culturali Alberto Bonisoli, da Ermete Realacci presidente di Fondazione Symbola e Domenico Sturabotti direttore della Fondazione, Stefano Boeri, presidente della Triennale, Pierluigi Brienza AD Deloitte consulting, Claudio Feltrin, presidente di Assarredo, e Silvia Botti direttore di Abitare.

Il nostro Paese mantiene un ruolo di leadership e anche nel 2017 le imprese del design italiano risultano le più numerose dell’area comunitaria. Per la prima volta, il numero di imprese supera quota 30.000 (esattamente 30.828) offrendo impiego a 50.226 lavoratori. Rispetto all’anno precedente, sia imprese (+5,6%) che occupati (+1,9%), che fatturato (3,8 mld di euro), crescono, quest’ultimo ad un ritmo superiore alla media comunitaria (+0,9% contro +0,6%), anche se questo non basta per colmare il divario con Germania (4,2 mld) e Regno Unito (6,2 mld), Paesi in cui è stato attuato un sistema di politiche di sostegno alla diffusione della cultura del design e del suo ruolo nei processi di innovazione.

Si spiega anche così l’eccessiva frammentazione del settore: le imprese con meno di due addetti rappresentano ancora il 45%; un ruolo prevalente, quello delle piccole e piccolissime imprese, che tuttavia appare progressivamente in contrazione, grazie alla maggior dinamicità riscontrata dalle medie imprese del settore. Tra il 2011 e il 2017, infatti, le imprese con almeno 50 addetti hanno accresciuto la loro quota nel settore, sia in termini di addetti (dal 6,6% all’8,8%), che di fatturato (dal 15,1% al 20,7%). Tra le top 20 delle province italiane per incidenza del valore aggiunto e dell’occupazione delle imprese del design sul totale nazionale, Milano è prima sia per incidenza del valore aggiunto (il 20,5% della ricchezza prodotta dalle attività del design), che per incidenza di occupati (pari al 16,3%). Seconda posizione in entrambe le graduatorie per Torino, con una incidenza del valore aggiunto del 7,5% e una incidenza dell’occupazione del 7,2%; terza per Roma, rispettivamente con il 6,6% e il 6,4%.

La ricerca completa è disponibile → a questo link (pdf).

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